3° Conferenza internazionale su descrescita, sostenibilità ecologica e giustizia sociale


Quale futuro per il nostro pianeta? Il domani cosa ci riserva? Quante volte ci poniamo queste domande. Quante volte, frastornati dagli eventi, ci chiediamo dove stiamo andando. Dove ci porterà questa corsa alla produzione, alla crescita, al consumo. Ci sarà ancora acqua per i nostri figli? E l'aria fino a quando sarà respirabile se l'inquinamento aumenta a dismisura e diventa incontrollabile? E il suolo fino a quando continuerà a produrre? Questa natura che è stata ed è ancor oggi generosa fino a quando sarà in grado di rispondere alle nostre richieste sempre più esigenti?

In questi anni assistiamo ad uno sviluppo e accrescimento economico frenetico che sta portando al colasso il nostro sistema. E' chiaro che il nostro pianeta non potrà sostenere questi ritmi di crescita, ne siamo coscienti, ma il benessere economico, il costume di vita, il piacevole quotidiano sono divenuti un modus vivendi non facile da abbandonare: una consuetudine che dobbiamo cambiare in fretta, altrimenti ci attende una tragica fine. Insomma è tempo di cambiare il nostro quotidiano. E come?

Per questo, per dare delle risposte ai nostri quesiti, le conferenze internazionali sulla decrescita sono divenute un importante appuntamento biennale che riunisce, intorno a vari tavoli di discussione, studiosi, ecologisti, economisti, scienziati. Vari studi e progetti vengono presentati per cercare soluzioni e innovazioni, ma soprattutto per sensibilizzare un numero sempre maggiore di utenti.

Dopo Parigi e Barcellona è Venezia che acoglierà dal 19 al 23 settembre 2012 la 3°Conferenza Internazionale su decrescita, sostenibilità ecologica e giustizia sociale. 

Essere a Venezia è come un simbolo. Una città cosi' fragile e unica, considerata come un'oasi di benessere per una semplice equazione: niente automobili, quindi niente inquinamento. FALSO! Questa città, patrimonio dell'umanità, non sfugge agli interessi economici. E' svenduta ad un turismo mordi e fuggi. I veneziani sono in continua diminuzione: la città è troppo cara per viverci nel quotidiano. Gli appartamenti, che i veneziani non sono più in grado di acquistare (i prezzi a mq sono in continuo aumento), diventano alberghi, pensioni e B&B. Le piccole attività, macellai, panettieri, fabbri, ecc. chiudono lasciando spazio a negozi di falsi vetri di Murano, prodotti in Cina o in Corea e a locali per la ristorazione veloce. Questa nuova economia sta cambiando completamente l'identità della città. L'economia di una città, qualsiasi essa sia, non puo' reggersi esclusivamente sul turismo.

E ancora, appunto legato al turismo, è di attualità in questi giorni, dopo il naufragio della Costa Classica all'isola del Giglio, l'accesso, al Bacino di San Marco e al Canale della Giudecca, delle grandi navi da crociera, veri e propri grattacieli galleggianti che possono raggiungere anche i 60 metri di altezza. Quale incoscienza!

E pensare che l'attuale Presidente dell'Autorità Portuale Veneziana, Paolo Costa, che autorizza un numero sempre maggiore di passaggi, in omaggio al dio soldo, solo qualche anno fa, quando vestiva gli abiti di Sindaco della Città, urlava ai quattro venti il suo impegno a fermare questo scempio scandaloso.

Un piccolo inciso per dare un'idea sulla massa delle imbarcazioni: secondo calcoli basati sul calendario del 2012, le 89 navi (85 da crociera e 4 navi traghetto) che quest’anno transiteranno per il porto di Venezia, attraverseranno la città complessivamente 1638 volte. Di queste navi circa la metà sono sotto le 40mila tonnellate (quasi tutte attorno alle 30mila), mentre ben 42 superano questa soglia (con punte di 114mila, come la Costa Favolosa, o di 140mila, come la MSC Divina), senza pensare pessimisticamente ad una manovra sbagliata, vi lascio immaginare la massa d'acqua che questi "gioiellini" spostano creando non pochi problemi alle fondamenta della città che letteralmente si sgretolano.

Per Venezia l'occasione di ospitare questa terza conferenza internazionale sulla decrescita, sarà quindi un'importante occasione per far sentire il proprio grido di dolore sugli abusi perpretati in nome del denaro.

Nei cinque giorni di lavori avremo l'opportunità di incontrare alcuni personaggi, che da anni si battono per far comprendere la necessità di cam-biare, in primis, Serge Latouche (considerato il guru del concetto economico, che basa le proprie teorie sulla definizione di economia sostanziale, intesa come attività in grado di fornire i mezzi materiali per il soddisfare i bisogni delle persone.

Il discorso basilare sarà imperniato sul fatto che il nostro pianeta non puo' sostenere i ritmi e le modalità di "crescita" delle nostre società, in quanto le risorse non sono infinite né rigenerabili, e questo vale tanto per il petrolio che bruciamo quanto per l'acqua, l'aria e il suolo che contaminiamo. Sarà, inoltre, sviluppato un discorso più ampio sulla discontinuità che la nostra civiltà ha di fronte a sé, affrontando apertamente questioni quali la crisi climatica ed ecologica, il saccheggio delle risorse, la crisi energetica, le lotte per la giustizia sociale ed ambientale.

Un po' di numeri relativi a questa kermesse veneziana: cinque giorni nella più bella città del mondo per partecipare a sessantuno workshops, undici activity-workshops, sei parallel forum, tre forum tematici, due assemblee delle reti dei movimenti e una serie nutrita di eventi collaterali. Il numero di partecipanti ammessi non dovrà superare i seicento. Per iscriversi è necessario pagare una quota di 160 euro, che in parte andranno a coprire i costi organizzativi, e che darà diritto ai pasti e all'accesso agli spettacoli.

L'iniziativa è posta sotto l'egida del Comune di Venezia ed è reallizzata in collaborazione con le università di Ca' Foscari e I.U.A.V. che aprono le porte delle loro sedi per accogliere i seminari. Molto si attende da questi incontri perchè la decrescita non sia solo un invito ad abbandonare un'ossessionante crescita, ma sia utile a spianare la strada ad uno sviluppo capace di evolversi senza intaccare i limiti ambientali e consentire l’accesso ai servizi basalari per tutti, puntando sulla capacità di ognuno di noi a rinnovarsi dimenticando l’individualismo e l’egoismo sociale. 



3ème Conférence internationale sur la décroissance, la durabilité et la justice sociale

traduit parPhilia Jarrell
 
Quel futur pour notre planète? Que nous réserve l'avenir? Combien de fois nous sommes-nous posé cette question. Combien de fois, bouleversés par les événements, nous sommes-nous demandé où nous allons ; où nous portera cette course à la production, à la croissance, à la consommation. Y aura-t-il encore de l'eau pour nos enfants? Et jusqu'à quand l'air sera-t-il respirable si la pollution augmente démesurément et devient incontrôlable? Et jusqu'à quand le sol continuera-t-il à produire? Cette nature qui a été et est encore aujourd'hui si généreuse, jusqu'à quand sera-t-elle en mesure de répondre à nos demandes de plus en plus exigeantes?

Ces dernières années, nous assistons à un développement et à une croissance économique frénétique qui mènent notre système à l'effondrement. Il est clair que notre planète ne pourra pas soutenir ce rythme de croissance, nous en sommes conscients, mais le bien-être économique, les habitudes de vie, le confort quotidien sont devenus un modus vivendi qu'il n'est pas facile d'abandonner: une habitude que nous devons changer rapidement, si nous voulons échapper à une fin tragique. En d'autres mots, il est temps de changer notre quotidien. Mais comment?

Pour cela, pour donner des réponses à nos questions, les conférences sur la décroissance sont devenues un rendez-vous biennal important qui réunit, autour de différentes tables de discussion, des chercheurs, des écologistes, des économistes et des scientifiques. De nombreux projets et études sont présentés pour chercher des solutions et des innovations, mais surtout pour sensibiliser un nombre toujours croissant d'utilisateurs. 

Après Paris et Barcelone, c'est Venise qui accueillera du 19 au 23 septembre 2012 la 3ème Conférence Internationale sur la décroissance, la durabilité et la justice sociale.

Être à Venise est comme un symbole. Une ville si fragile et unique, considérée comme une oasis de bien-être pour une simple équation : pas de voitures, donc pas de pollution. FAUX ! Cette ville, patrimoine de l'humanité, n'échappe pas aux intérêts économiques. Elle est livrée en pâture au tourisme d'un jour. Les Vénitiens sont de moins en moins nombreux : la ville est trop chère pour qu'on puisse y vivre au quotidien. Les appartements, que les Vénitiens ne sont plus en mesure d'acheter (les prix au m2 ne cessent d'augmenter), se transforment en hôtels, en pensions et en B&B. Les petits commerces, bouchers, boulangers, serruriers, etc. ferment boutique, laissant la voie libre aux magasins de faux verres de Murano fabriqués en Chine et en Corée et aux restaurants de fast food. Cette nouvelle économie est en train de changer complètement l'identité de la ville. L'économie d'une ville, quelle que soit cette dernière, ne peut se baser exclusivement sur le tourisme.

Toujours à propos de tourisme, un autre débat d'actualité ces derniers jours, après le naufrage de la Costa Classica à l'île de Giglio : l'accès des grands bateaux de croisière, véritable gratte-ciel flottants pouvant atteindre jusqu'à 60 mètres de haut, au bassin de Saint Marc et au canal de la Giudecca. Quelle inconscience !

Et dire qu'il y a quelques années à peine, lorsqu'il était maire de la ville, l'actuel président de l'autorité portuaire de Venise, Paolo Costa, qui autorise aujourd'hui un nombre toujours croissant de passages en hommage au dieu Argent, hurlait aux quatre vents sa détermination à arrêter ce saccage sans nom.

Une petite parenthèse pour donner une idée de la masse des embarcations : selon des calculs basés sur le calendrier de 2012, les 89 bateaux (dont 85 bateaux de croisière et 4 ferry) qui transiteront cette année par le port de Venise traverseront en tout la ville 1638 fois. Si environ la moitié de ces bateaux font moins de 40 mille tonnes (30 mille environ pour la plupart), 42 d'entre eux dépassent ce seuil (avec des pointes de 114 mille tonnes, comme la Costa Favolosa, ou de 140 mille, comme la MSC Divina). Sans même penser, en pessimiste, à une fausse manœuvre, je vous laisse imaginer la masse d'eau que déplacent ces «petits joyaux», et la menace qu'ils représentent pour les fondements de la ville qui sont littéralement en train de s'effriter.

Pour Venise, l'occasion d'accueillir cette troisième conférence internationale sur la décroissance sera donc une occasion importante pour faire entendre son propre cri de douleur à propos des abus perpétrés au nom de l'argent.

Au cours des cinq journées de travail, nous aurons l'occasion de rencontrer certains personnages qui se battent depuis des années pour faire comprendre la nécessité d'un changement, en particulier Serge Latouche (considéré comme le gourou du concept économique qui fonde ses théories sur la définition de l'économie substantielle, entendue comme activité en mesure de fournir les moyens matériels pour la satisfaction des besoins des personnes).

Le débat de fond sera centré sur le fait que notre planète ne peut pas soutenir les rythmes et les modalités de la «croissance» de notre société, dans la mesure où les ressources ne sont pas infinies ni renouvelables, et ceci valant tant pour le pétrole que nous brûlons que pour l'eau, l'air et le sol que nous contaminons. On développera, en outre, un débat plus ample sur la discontinuité qui attend notre civilisation, en affrontant ouvertement des questions comme la crise climatique et écologique, le pillage des ressources, la crise énergétique, les luttes pour la justice sociale et environnementale.

Quelques chiffres relatifs à cette foire vénitienne : cinq jours dans la plus belle ville du monde pour participer à 61 ateliers, 11 ateliers d'activités, six forum parallèles, trois forum thématiques, deux assemblées des réseaux des mouvements et une riche série d'événements annexes. Le nombre de participants admis est limité à six cents. Les frais d'inscription, dont une partie couvrira les frais d'organisation, s'élèvent à 160 euros et donneront droit aux repas et à l'accès aux spectacles. 

L'initiative, placée sous l'égide de la commune de Venise, est réalisée en collaboration avec les universités de Ca' Foscari et IUAV, qui ouvrent leurs portes respectives pour accueillir les séminaires. Une grande attente est placée dans ces rencontres : l'espoir que la décroissance ne sera pas seulement une invitation à abandonner une croissance obsédante, mais ouvrira également la voie à un développement capable d'évoluer sans franchir les limites écologiques et consentant à tous l'accès aux services essentiels. Un espoir misant sur la capacité de chacun d'entre nous à se réinventer en oubliant l'individualisme et l'égoïsme social.